martes, 11 de septiembre de 2012

Attività 13: Il lupanare


IL LUPANARE
E' stato riaperto al pubblico il Lupanare (VII, 12, 18), uno degli edifici pompeiani più conosciuti, oggetto del primo vero intervento di restauro complessivo, durato circa un anno, che ha interessato le strutture architettoniche in una prima fase, e, successivamente, gli apparati decorativi. Il restauro è stato realizzato dalla Soprintendenza archeologica di Pompei con fondi erogati dalla Compagnia San Paolo di Torino nell´ambito del Progetto Attice che prevede il restauro e la messa in sicurezza dell´intera area.
Il Lupanare, da lupa che in latino significa prostituta, era il più importante dei numerosi bordelli di Pompei, l'unico costruito con questa precisa finalità. Gli altri erano infatti di una sola stanzetta, spesso ricavata al piano superiore di una bottega.
Il Lupanare è un piccolo edificio ubicato agli incrocio di due strade secondarie: esso è costituito da un piano terra e un primo piano collegati da una stretta rampa di scale. Era destinato, al piano terra, alle frequentazione di schiavi o dei classi più modeste e ciò si risente nella povertà del costruzione anche se il poco spazio è organizzato con grande razionalità.
Il piano terra presenta due ingressi, un corridoio di disimpegno e cinque stanzette con letto e capezzale in muratura, chiuse da porte di legno, mentre sul fondo è ubicato una latrina.
I letti in muratura venivano coperti da un materasso. Al pareti sono visibili quadretti dipinti, raffiguranti diverse posizioni erotiche.
Al piano superiore si accede da un ingresso indipendente e attraverso una scala che termina su un balcone pensile si accede alle diverse stanze.
Queste, più ampie e con maggiore decoro erano riservate ad una clientela di rango più elevato.
La costruzione dell´edificio risale agli ultimi periodi della città: in una cella l'intonaco fresco ha catturato l'impronta di una moneta del 72 d.C.

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